FATTORI SOCIALI ED INDIVIDUALI DELL’ATTACCO DI PANICO

Nell’epoca contemporanea assistiamo ad un’innalzamento epidemico della sintomatologia del panico.

Sempre più persone vengono colpite improvvisamente da un attacco di panico sperimentando il senso d’impotenza che tale disturbo suscita. I principali sintomi sono le palpitazioni, la sudorazione, i tremori, sensazione di asfissia, dolore al petto, paura di morire e d’impazzire.

Tali sintomi durano vari minuti, causando una grossa quota d’angoscia nel soggetto. Oltre a preoccupanti sintomi fisici, come quelli sopracitati, “i pazienti spesso avvertono una sensazione di morte imminente.”

La conseguenza, che spesso gli attacchi di panico lasciano, è la cosiddetta ‘paura della paura’, ovvero il timore che l’evento possa ripetersi nuovamente colpendo in maniera improvvisa, attivando un terrore generalizzato, limitando in questo modo le azioni, le scelte, il fluire stesso della vita.

Gli attacchi di panico sembrano apparentemente provenire dal nulla, proprio per la loro caratteristica di imminenza e a causa della forte ondata sintomatologica che lascia la persona priva di punti di riferimento. La crisi di panico investe il corpo il quale sperimenta un dolore non controllabile spesso associato ad una sensazione di catastrofe imminente. Ciò spinge la persona ad attribuire la causa a problematiche organiche, le quali vanno giustamente indagate rivolgendosi al medico per escludere ad esempio sintomi legati ad una condizione medica generale, ignorando però, almeno in un primo momento, i fattori psicologici.

Quali sono i fattori implicati?

  1. FATTORI SOCIALI: Il panico come fenomeno della contemporaneità

“La nostra epoca è per definizione, l’epoca del panico.” Siamo, per dirla con Z. Bauman, nell’epoca della Modernità liquida. “Modernità liquida è la convinzione sempre più forte che l’unica costante sia il cambiamento e l’unica certezza sia l’incertezza.” La liquefazione dei pilastri sociali fondamentali e delle relazioni affettive sono il terreno su cui il sintomo affonda le proprie radici. Lo scenario che fa da sfondo alla società contemporanea spinge dunque verso la rottura del legame con l’altro e la perdita dei punti di riferimento sui quali un individuo si sostiene.

  1. FATTORI INDIVIDUALI:

Nella storia del soggetto sofferente di DAP spesso ciò che si rileva è la correlazione con un vuoto. Si rileva nel racconto un’esperienza o percezione di caduta soggettiva o, ad esempio, il forte dubbio di non essere nel desiderio dell’Altro, nel legame con l’altro, di non avere cioè un posto presso l’altro. L’esordio, che solitamente (ma non di norma) avviene nel periodo adolescenziale, è spesso correlato al venir meno dei legami affettivi, alla perdita di un posto simbolico, nei riguardi dell’amore di un genitore, di un fidanzato, di un pari, ecc..

Dunque determinate caratteristiche legate alla storia personale ed unica del soggetto favorite dal contesto sociale che fa da sfondo alla nostra epoca, possono tradursi nella forma più estrema di perdita dei punti di riferimento e d’impossibilità di esprimere il dolore attraverso la parola: il panico.

COME SI PUO’ CURARE?

Il supporto psicologico si fa testimone dell’individuazione e valorizzazione della particolarità di ogni soggetto. La valorizzazione della particolarità soggettiva per un verso contrasta l’adesività anonima ad un sintomo sociale e per l’altro favorisce la riconciliazione della persona con le proprie aspirazioni. La messa in valore della parola del soggetto e il sostegno dei desideri vitali sono al tempo stesso la base e l’obiettivo di questo percorso.

 

A cura della Dott.ssa Lenti

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